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La frittata di pasta al ragù: quando avanzano i tonnarelli (e ti cambia la giornata)

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Frittata di pasta al ragù, se ti sbagli non è mai un errore

Succede. Anzi, diciamolo meglio: succede sempre. Fai i tonnarelli, li condisci col sugo al ragù bello tirato, ne fai troppi (perché “mejo abbondà che restà co’ la fame”), e te ne avanzano due etti buoni.

E qui, da Orietta e Rolando, c’è una regola sacra: co’ gli avanzi nun se scherza. Si riciclano, si reinventano, si glorificano.

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Ecco allora che nasce lei: la frittata di pasta al ragù con i tonnarelli. Un piatto che profuma di casa, di domeniche passate a tavola, di padelle che sfrigolano, di fame vera, di fame d’affetto. E oggi te la raccontiamo, perché è entrata ufficialmente nel nostro menu. Ma prima era già nella nostra storia.


Un piatto povero che vale oro

La frittata di pasta al ragù nasce da un principio semplice: niente si butta. È una regola antica, di quelle che le nonne romane si portavano addosso come il grembiule. E vale per tutto, ma soprattutto per la pasta.

Se il giorno prima si mangiano i tonnarelli col sugo, il giorno dopo – a casa nostra – si fa la frittata.

Attenzione però: non è una frittata qualsiasi. Quella che facciamo noi è alta, bella, croccante fuori e morbida dentro, con il ragù che si fa sentire, ma che si lega con le uova come se fosse nato per starci insieme.

Ogni fetta è una dichiarazione d’amore per la cucina romana.


Gli ingredienti: semplici, come tutto quello che funziona

Per fare una vera frittata di tonnarelli al ragù, gli ingredienti sono pochi, ma vanno trattati come si deve.

  • Tonnarelli avanzati (anche freddi di frigo, anzi meglio)
  • Ragù di carne bello corposo, tirato, saporito
  • Uova fresche (quelle col tuorlo giallo come ‘na vetrina di Testaccio)
  • Pecorino romano (mai lesinà)
  • Sale, pepe e un filo d’olio per la padella

Il segreto? Sta tutto nell’equilibrio: le uova devono legare ma non coprire, il ragù deve restare protagonista, e la crosticina deve venì bella dorata, ché sennò che soddisfazione c’è?


Come la prepariamo da Orietta e Rolando

Qui al Box36 del Mercato di Testaccio, la prepariamo ogni volta con l’entusiasmo di chi sta facendo un gesto d’affetto.

Sbattiamo le uova come faceva nonna Orietta, aggiungiamo il ragù che cuoce piano da ore, uniamo i tonnarelli e li lasciamo lì, a farsi amici con calma.

Poi si scalda la padella col giusto olio, si versa tutto e si fa cuocere piano piano. Il momento della girata – con piatto sopra la padella e movimento deciso – è una piccola magia. E quando la crosticina canta… sappiamo che è pronta.

Ne tagli una fetta e senti l’odore della domenica mattina anche se è giovedì.


Perché amiamo così tanto la frittata di pasta al ragù?

Perché è democratica. Piace a tutti, grandi e bambini, gente del quartiere e turisti che non l’hanno mai vista prima.

Perché è povera ma geniale: nasce da un avanzo e diventa regina della tavola.
Perché puoi mangiarla calda, tiepida o fredda, a colazione, pranzo, merenda o dentro una rosetta.
Sì, hai capito bene: nella rosetta.

E se pensi che sia esagerato, ti sfidiamo: vieni da Orietta e Rolando e prova la nostra Rosetta con frittata di tonnarelli al ragù. Poi ne riparliamo.


Un piatto che racconta Roma

Questa frittata non è solo buona: è romana de core.
Sta dentro quelle tradizioni che non fanno rumore ma resistono. Quelle che sanno di casa, di padri e madri che “cucinano pe’ sentimento”, di giornate semplici ma piene.

Pasta del giorno dopo da Orietta e Rolando

A Testaccio, ogni piatto ha una storia. La frittata di pasta è quella delle nonne che inventavano con niente, dei figli che tornavano tardi e trovavano qualcosa di buono sul tavolo, dei pranzi al volo fatti bene.

È resilienza in padella.


Provala anche tu

Puoi venire da noi e assaggiarla, oppure puoi farla a casa tua. Ti basta avere:

  • degli avanzi di pasta al ragù (meglio se tonnarelli, ma vanno bene anche rigatoni o spaghetti)
  • un paio di uova fresche
  • una manciata generosa di pecorino romano
  • voglia di sentirti coccolato

E se ti viene buona, mandaci la foto.
La mettiamo sul nostro muro delle Frittate Fatte Co’ Amore.

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